Il Pacchetto Omnibus UE: semplificazione e sostenibilità nella rendicontazione aziendale

03/Apr/2025 | Blog

Il 26 febbraio 2025, la Commissione Europea ha presentato il Pacchetto di semplificazione delle normative, noto come “Omnibus”, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese in tema di sostenibilità

In un contesto in cui la transizione verde è al centro delle politiche globali, il Pacchetto mira a semplificare la burocrazia senza compromettere gli impegni dell’Unione Europea sui cambiamenti climatici, come stabilito dagli Accordi di Parigi.

Omnibus intende supportare le aziende che affrontano sfide crescenti in termini di compliance normativa, proponendo modifiche significative capaci di rispondere concretamente alle richieste di vari settori industriali, che chiedono una riduzione del carico burocratico, ma senza compromettere la crescita economica e gli obiettivi del Green Deal europeo.

Nonostante le revisioni abbiano suscitato un ampio dibattito, la Commissione Europea ha confermato la sua volontà di semplificare le norme, cercando di ridurre la burocrazia pur mantenendo gli impegni di sostenibilità a lungo termine.

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire nel dettaglio cosa prevede il Pacchetto Omnibus dell’Unione Europea e quale impatto avrà sulle aziende.

Gli obiettivi del Pacchetto Omnibus

Il Pacchetto Omnibus si propone di seguire quattro linee direttrici principali per ottenere uno snellimento burocratico efficace:

  1. Semplificazione degli standard tecnici in base al feedback del Settore.
  2. Fornitura di una guida chiara per l’implementazione, con indicazioni specifiche per settore.
  3. Garantire l’interoperabilità tra gli standard di rendicontazione europei e internazionali.
  4. Sfruttare soluzioni digitali per ridurre gli oneri di rendicontazione e migliorare l’armonizzazione dei dati.

Le normative coinvolte

Il Pacchetto Omnibus interviene su alcune delle principali normative europee riguardanti la sostenibilità, tra cui: 

  • la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD);
  • la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD);
  • la Tassonomia UE
  • il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). 

Le proposte contenute nel pacchetto mirano a  ridurre l’onere per le piccole e medie imprese (PMI), favorendo la crescita economica senza compromettere gli obiettivi ambientali, e, così facendo, a generare  un risparmio che si stima pari a circa 6,3 miliardi di euro all’anno in costi amministrativi.

Semplificazione della rendicontazione di sostenibilità

Una delle modifiche più rilevanti riguarda la semplificazione dei requisiti di rendicontazione. In particolare, la Commissione Europea prevede di adottare uno standard di rendicontazione volontaria basato su un sistema sviluppato per le PMI (VSME) dall’EFRAG. 

Questo standard limiterà le informazioni richieste alle aziende con meno di 1.000 dipendenti, rispondendo così alle difficoltà espresse da alcuni settori nell’adeguarsi agli obblighi ESG previsti dalla CSRD. 

Inoltre, la Commissione rivedrà lEuropean Sustainability Reporting Standards (ESRS) per ridurre i dati da riportare e migliorare la coerenza tra le normative.

CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive

La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva europea che rende obbligatorio per le aziende rendicontare il loro impatto ambientale, sociale e su altre questioni di sostenibilità, e come tali fattori influenzano la loro attività economica.

Con l’introduzione del Pacchetto Omnibus, l’ambito di applicazione della CSRD (oggi definito dal D.Lgs 125/2024) viene notevolmente ridotto. La rendicontazione diventa obbligatoria solo per le imprese con un fatturato superiore a 50 milioni di euro o con più di 1.000 dipendenti, rispetto ai 250 dipendenti stabiliti inizialmente. 

Questo cambiamento porterà all’esclusione di circa l’80% delle aziende dalla normativa, limitando l’obbligo di rendicontazione esclusivamente alle grandi imprese e prevedendo per le PMI la possibilità di scegliere di adottare standard volontari.

Inoltre, grazie al Pacchetto Omnibus, non saranno più previsti standard ESG specifici per settore e la scadenza per la rendicontazione di molti soggetti sarà posticipata di due anni.

Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)

Per quanto riguarda la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), che obbliga le aziende a identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi legati ai diritti umani e all’ambiente lungo la loro catena di fornitura, il Pacchetto Omnibus prevede un possibile rinvio dell’entrata in vigore e la modifica di alcuni requisiti di responsabilità legale, rendendo meno severo l’obbligo di due diligence. 

Le disposizioni sulla responsabilità civile e le valutazioni di rischio riguarderanno solo i fornitori diretti, la periodicità dei monitoraggi verrà ridotta da annuale a quinquennale, e non sarà più obbligatorio interrompere i contratti con i fornitori non conformi, in risposta alle preoccupazioni di alcune aziende che avevano trovato troppo oneroso il monitoraggio delle proprie catene di approvvigionamento.

Inoltre, viene rimossa la responsabilità civile per inadempimenti e la normativa si applicherà solo dal 2028.

Tassonomia UE 

La Tassonomia UE definisce le attività economiche considerate ambientalmente sostenibili per orientare gli investimenti verso obiettivi climatici. 

Con il Pacchetto Omnibus subirà modifiche volte a semplificare l’applicazione per le imprese, limitando l’onere di rendicontazione alle aziende con più di 1.000 dipendenti. 

Le PMI potranno quindi beneficiare di un alleggerimento normativo, senza compromettere gli sforzi verso una crescita economica più verde. Le modifiche comporteranno una semplificazione delle informazioni relative alla rendicontazione e l’esenzione dalle valutazioni per le attività non rilevanti per il business, come quelle che non superano il 10% del fatturato, delle spese in conto capitale o del totale degli attivi.

Le aziende che sono solo parzialmente allineate alla Tassonomia potranno comunque riportare il loro allineamento parziale su base volontaria.

Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)

Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), progettato per ridurre le emissioni di CO2 derivanti dalle importazioni in Europa, subirà semplificazioni significative, con l’esenzione dalle normative per gli importatori di piccole dimensioni. 

Le PMI beneficeranno di una nuova soglia annuale cumulativa di 50 tonnellate, eliminando gli obblighi per circa il 90% degli importatori, pur mantenendo l’obiettivo di monitorare le emissioni continue.

Sebbene il Pacchetto preveda modifiche importanti, l’area di applicazione del CBAM potrebbe comunque estendersi ad altri settori in futuro.

Le critiche e le sfide politiche

pacchetto omnibus

Nonostante l’intento di semplificare il quadro normativo, il Pacchetto Omnibus ha sollevato numerose critiche. In particolare, investitori e operatori del settore finanziario temono che un eccessivo alleggerimento degli obblighi possa indebolire gli standard di sostenibilità, compromettendo la capacità di monitorare i rischi ESG e influenzando la competitività del mercato europeo. 

Alcuni Stati membri, tra cui la Spagna, si sono opposti alla riduzione della portata delle normative, proponendo un periodo di transizione più lungo per le PMI, ma senza comprometterne la natura obbligatoria. 

L’Italia ha espresso una posizione favorevole a ritardare l’attuazione della CSRD per le grandi imprese, ma ha chiesto di dare più tempo alle PMI per adeguarsi.

Un equilibrio delicato

Il Pacchetto Omnibus, in sintesi, si trova oggi in una fase delicata il cui obiettivo primario è ottenere il migliore bilanciamento possibile tra la semplificazione burocratica e la necessità di mantenere la sostenibilità come obiettivo centrale dell’UE. 

La Commissione Europea ha dichiarato che l’intento è quello di adottare un “approccio globale” che consenta di ridurre gli oneri amministrativi senza compromettere gli impegni climatici, auspicando al tempo stesso che le modifiche proposte vadano a stimolare ulteriori investimenti per il Green Deal.

Il Pacchetto Omnibus, pur trovandosi ad oggi al centro di numerosi dibattiti in merito alla direzione futura delle politiche di sostenibilità europee, si conferma una mossa significativa nell’ambito delle politiche di sostenibilità e potenzialmente in grado di cambiare radicalmente il modo in cui le imprese, soprattutto le PMI, si confrontano con le normative ambientali e sociali europee.

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